il funzionamento
Secondo il “principio di Archimede” un corpo immerso nell’acqua subisce una spinta verso l’alto pari al peso del volume del liquido spostato, facendo sì che quel corpo risulti tanto più leggero quanto è più immerso.
Il corpo umano immerso verticalmente risulta apparentemente ridotto al 95% del peso reale quando è immerso fino ai polpacci, all’80% quando l’acqua giunge a coprire la coscia, al 50% all’ombelico, al 33% fino al petto, al 20% nell’immersione fino alle spalle, al 7% alla base del collo, fino al 3% in immersione totale
questo fa si che al variare della profondità di una piscina, la percezione del corpo vari in maniera sostanziale, e con essa l'effetto delle attività fisiche che vi si svolgono.
Questo discorso è valido quando si parla delle attività acquatiche svolte dagli adulti, ma ancora più importante è il ruolo della profondità quando ci si rivolge ad un pubblico più giovane, che ormai parte, nel caso di corsi di acquaticità, da 1 anno.
Avendo la possibilità di utilizzare vasche con profondità variabili si aprirebbero nuove interessanti possibilità per lavorare con i più piccoli, ma nella maggiorparte dei casi le vasche a loro dedicate hanno la profondità che varia tra i 75 e i 90 cm
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